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OGM: SE LI CONOSCI LI EVITI

 

Quello che si temeva e che i fautori del cibo di Frankstein avevano assicurato non si sarebbe mai verificato è purtroppo una realtà. Il campo coltivato con semi transgenici ha contaminato il fondo vicino. E’ accaduto in Inghilterra che le erbacce cresciute nelle vicinanze di un campo coltivato con semi geneticamente modificati sono divenute resistentissime agli erbicidi. Gli esami di laboratorio hanno dimostrato che la loro resistenza agli erbicidi era dovuta alla presenza del DNA del seme transgenico di colza del vicino campo.

E’ quanto i consumatori e gli ambientalisti, e tra questi il CODACONS che è associazione di consumatori ma anche di tutela dell’ambiente riconosciuta con apposito provvedimento dal Ministero, avevano a gran voce denunciato. Potrà accadere anche da noi? Le nostre coltivazioni tradizionali e i consumatori italiani che vogliono sapere cosa finisce nei loro piatti sono tutelati più degli inglesi contro possibili (ora nessuno più si azzarda a negarne l’eventualità) contaminazioni dei prodotti tradizionali?

 

Cos’è un OGM.

Amati o odiati, sostenuti o scoraggiati, gli OGM sono sicuramente uno dei prodotti della ricerca scientifica che maggiormente fanno discutere. Si tratta di organismi che sono stati sottoposti a modificazioni del proprio patrimonio genetico in modo diverso rispetto a quanto si verifica in natura tramite incrocio o ricombinazione genetica naturale. Tali modificazioni, infatti, avvengono in laboratorio grazie alle nuove conoscenze di biologia molecolare, la scienza che interviene direttamente sul patrimonio genetico degli organismi viventi.

I vantaggi degli OGM risiedono soprattutto nella loro maggiore resistenza, rispetto a quelli naturali, agli insetti, agli erbicidi, ai virus e ai funghi. È inoltre possibile creare OGM che deperiscono più lentamente o che abbiano un maggiore contenuto di vitamine, sali minerali, proteine e amminoacidi. Poiché la maggior parte dei farmaci deriva da piante, gli OGM sono molto usati anche in farmacologia.

I potenziali rischi egli Organismi geneticamente modificati sono oggetto di molti dibattiti, poiché ancora ne non sono stati provati né l’innocuità né la pericolosità. Si ipotizzano, comunque, rischi sia per la salute sia per l’ambiente.

 

Rischi per la salute:

  • Aumento delle allergie alimentari.

  • Aumento della resistenza agli antibiotici.

  • Tossicità acuta e cronica e problemi al sistema immunitario.

  • Sviluppo di nuove varianti virali.

  • Ingestione di maggiori quantità di erbicidi.

 

Rischi per l’ambiente:

  • Inquinamento genetico di varietà naturali.

  • Trasmissione della resistenza agli erbicidi anche alle piante infestanti.

  • Evoluzione e trasmissione di nuovi virus.

  • Evoluzione di parassiti super infestanti.

  • Permanenza di tossine Bt nel terreno e sui vegetali.

  • Diffusione del polline contenente tossine insetticide.

  • Erosione della biodiversità.

  • Aumento dell’uso di pesticidi.

Davanti alle perplessità dei consumatori verso gli OGM e agli obiettivi dubbi circa le loro ripercussioni sulla salute e gli equilibri dell’uomo e della natura, hanno indotto l’Unione Europea ad adottare provvedimenti che si sono evoluti nel corso del tempo e che sono sfociati nei Regolamenti 1830 e 1829/2003, che introducono anche per questi prodotti l’obbligo di etichettatura e tracciabilità.

 

La normativa OGM nell’UE.

Il regolamento CE 1829/2003 concernente la tracciabilità e l'etichettatura degli OGM e dei prodotti ottenuti da OGM prevede l'obbligo della tracciabilità lungo tutta la filiera alimentare. Tale misura ha due obiettivi principali: informare i consumatori grazie all'etichettatura obbligatoria di questo tipo di prodotti; creare una « rete di sicurezza » grazie alla tracciabilità di tali prodotti in tutte le fasi della fabbricazione e della commercializzazione.

Questa «rete di sicurezza» dovrebbe permettere il controllo e la verifica delle indicazioni nutrizionali che figurano sulle etichette, la sorveglianza degli effetti potenziali per la salute umana o per l'ambiente e il ritiro dei prodotti qualora si constati un rischio inatteso per la salute umana o l'ambiente.

Il regolamento concerne la tracciabilità degli OGM in quanto prodotti o elementi di prodotti, comprese le sementi, nonché i prodotti destinati all'alimentazione umana o animale elaborati a partire da OGM. Esso non osta all'applicazione di norme esistenti più rigorose per quanto concerne la tracciabilità e l'etichettatura di prodotti.

L'etichettatura riguarda tutti i prodotti alimentari prodotti utilizzando OGM ed è prevista del pari per tutti gli alimenti per animali geneticamente modificati, con la stessa protezione stabilita per gli alimenti destinati al consumo da parte dell'uomo. Tutti i prodotti autorizzati in base al regolamento devono essere oggetto di etichettatura obbligatoria la quale consente al consumatore di essere meglio informato sui prodotti OGM destinati al consumo da parte dell'uomo ovvero degli animali.

I prodotti alimentari OGM o contenenti OGM destinati al consumo da parte dell'uomo o degli animali devono ottemperare del pari ai requisiti specifici di etichettatura previsti dal regolamento 1829/2003/CE. Inoltre, gli alimenti geneticamente modificati devono parimenti risultare in regola con la normativa generale vigente in materia, con la direttiva 2000/13/CE riguardante l'etichettatura e con la direttiva 96/25/CE concernente la circolazione delle materie prime per alimenti per gli animali.

Con riferimento agli obblighi di etichettatura si distingue fra prodotti OGM e prodotti elaboratio utilizzando OGM.

 

I prodotti alimentari OGM.

Per migliorare la tracciabilità degli OGM e proteggere l'ambiente, il regolamento richiede dunque  che gli operatori trasmettano le seguenti informazioni:

  • l'indicazione che i prodotti sono OGM o ne contengono;

  • l'identificatore alfanumerico corrispondente agli OGM contenuti nei prodotti.

Questo sistema di identificazione unico degli OGM consente di conoscere gli aspetti e le caratteristiche peculiari di tali prodotti ai fini della sorveglianza della tracciabilità. Nel caso di prodotti OGM o contenenti miscele di OGM, l'operatore industriale può trasmettere una dichiarazione di utilizzazione di tali prodotti unitamente ad un elenco degli identificatori unici assegnati a tutti gli OGM che sono stati utilizzati per costituire la miscela.

Inoltre il regolamento prevede che chi commercializza un prodotto preconfezionato OGM o che contenga OGM, debba ad ogni livello della catena di produzione e di distribuzione controllare che l'indicazione "Questo prodotto contiene organismi geneticamente modificati" o "Questo prodotto contiene (nome dell'organismo)" figuri su un'etichetta apposta sul prodotto. Se si tratta di prodotti, anche in grandi quantità, non confezionati e se l'utilizzazione di un'etichetta risulta impossibile, l'operatore deve fare in modo che tali informazioni siano trasmesse unitamente al prodotto. Esse possono configurarsi, ad esempio, come documenti di accompagnamento.

 

Prodotto alimentare elaborato utilizzando OGM.

In occasione della commercializzazione, l'operatore industriale deve trasmettere in forma scritta all'operatore che riceve il prodotto le seguenti informazioni:

  • un'indicazione di ogni ingrediente alimentare prodotto utilizzando OGM;

  • un'indicazione di ogni materia prima o additivo per alimenti per animali prodotti utilizzando OGM;

  • se non vi è un elenco di ingredienti, sul prodotto si deve perlomeno indicare che è stato elaborato utilizzando OGM.

 

Soglia di presenza accidentale di OGM

Per i prodotti destinati all'alimentazione dell'uomo o degli animali, ivi compresi quelli destinati alla trasformazione, le tracce di OGM continueranno ad essere esenti dall'obbligo di etichettatura se queste non superano la soglia dello 0,9% e se la loro presenza è involontaria e tecnicamente inevitabile.

Gli Stati membri garantiscono l'applicazione di misure ispettive e di controllo dei prodotti, ivi compreso il controllo per campionatura e le analisi quantitative e qualitative degli alimenti. Tali misure comportano che negli Stati membri possa essere presente un prodotto che non ottemperi alle condizioni previste dal presente regolamento.

 

La normativa OGM in Italia.

V’è da dire che l’Italia, come poche altre nazioni europee, ha adottato una normativa estremamente restrittiva e cautelativa rispetto alle coltivazioni OGM. Le disposizioni sono contenute nel decreto legge approvato nel gennaio 2005, la  cui ratio di tali disposizioni è garantire la coesistenza delle colture convenzionali, biologiche e transgeniche, e la tutela della tipicità della bio-diversità della produzione agro-alimentare italiana.

A livello regionale, la sperimentazione su campo di coltivazioni OGM sarà molto limitata. E’ infatti prevista una “moratoria scientifica ” sulle coltivazioni geneticamente modificate e sulla possibile coesistenza su campo aperto: una commissione apposita dovrà decidere come applicare le norme, fissare le distanze stabilire regole precise per evitare quanto è accaduto nel Regno Unito.

 

Il decreto prevede, inoltre, l’istituzione di un apposito fondo che verrà utilizzato per il ripristino delle colture convenzionali e biologiche danneggiate eventualmente da quelle transgeniche quando si darà il via alla sperimentazione e, non di minore importanza, e a completare la garanzia dei consumatori italiani, la filiera delle produzioni OGM dovrà essere separata da quella dei prodotti tradizionali e biologici anche nella commercializzazione.

In definitiva il rischio che accada da noi quanto avvenuto in Inghilterra è (almeno per ora) pari a zero; se verranno rispettate  le regole,  e sempre che con i decreti attuativi non si finisca per stravolgere la ratio della legge,  gli agricoltori e i consumatori italiani possono dirsi tutelati.

E’ logico che alla parola OGM si associno timori e schieramenti diversi. Ed è logico che gli scienziati continuino la loro ricerca evidenziando i risultati dei loro studi per sostenere l’ingegneria genetica sul campo (se le sperimentazioni danno i risultati voluti).

Ma è giusto che il consumatore sia informato. Non si può semplicemente tacciare di allarmismo chi cerca di capire. Il principio di cautela (sancito nel Trattato di Amsterdam) non è una mera regola di principio ma si riempie di contenuti concreti con studi approfonditi e seri, ricerche libere da interessi economici e/o commerciali.

Non si può dire che le 13 Regioni italiane che si sono dichiarate OGM free (e tra queste il Piemonte) siano contrarie ai progressi della scienza. Ma si deve dire più correttamente che usano un approccio cautelativo perché gli errori del passato commessi con l’introduzione di nuovi  agenti inquinanti o nuovi prodotti (si pensi all’amianto o a quel farmaco –talidomide-  che si scoprì era la causa di malformazioni al feto) possano definitivamente dirsi consegnati alla storia.

 

VADEMECUM per RICONOSCERE i CIBI BIOTECH sugli SCAFFALI

1) La presenza di Ogm deve essere indicata su tutti gli alimenti venduti preconfezionati e sfusi e in particolare, tutti gli ingredienti, additivi e atomi prodotti a partire da OGM, sono assoggettati all'obbligo di etichettatura OGM
*che vale anche nelle ipotesi in cui non siano rilevabili tracce di proteine/DNA geneticamente modificato (esempio prodotti raffinati come olio di semi OGM):

2) Per gli alimenti preconfezionati senza lista degli ingredienti l'indicazione relativa all'origine OGM deve apparire sull'etichetta attraverso la menzione "geneticamente modificato" o "prodotto da (nome dell'ingrediente) geneticamente modificato" (Esempio:" mais geneticamente modificato" in preparati per polenta);

3) Per gli alimenti preconfezionati con elenco degli ingredienti l'indicazione dell'ingrediente deve essere completata dall'informazione sull'origine OGM (Esempio: "sciroppo di glucosio prodotto da mais geneticamente modificato");

4) Per gli alimenti venduti sfusi o imballati in confezioni di superficie inferiore a 10 cm2 l'informazione relativa all'origine OGM dovrà essere resa evidente sull'espositore o sull'imballaggio: (Esempio: "pane con farina di soia prodotta da soia geneticamente modificata"). Il prodotto contenente o costituito da un "OGM" (esempio germogli di soia geneticamente modificati in vendita al reparto verdure o contenuti in un'insalata) deve venire presentato con indicazione apposita (Esempio: "questo prodotto contiene soia geneticamente modificata").

Il nuovo Regolamento (CE) N. 834/2007.

Il Consiglio dell’Ue ha varato nel 28 giugno 2007 il regolamento (CE) n. 834 (entrato in vigore il 27 luglio 2007 ed applicabile a decorrere dal 1° gennaio 2009) che per certi versi rafforza, ma per altri rischia invece di vanificare uno strumento di tutela importante come l’etichettaura.

La normativa relativa propriamente all’etichetttatura dei prodotti da agricoltura biologica certamente semplifica la materia sia per gli agricoltori che per i consumatori. Infatti, dal 2009 l’uso del marchio biologico UE sarà obbligatorio e potrà anche  essere accompagnato da marchi nazionali o privati. Un'apposita indicazione informerà i consumatori del luogo di provenienza dei prodotti.

Potranno avvalersi del marchio biologico solo i prodotti alimentari che contengono almeno il 95% di ingredienti biologici, ma i prodotti non bio potranno indicare, nella composizione, gli eventuali ingredienti biologici.

Resta vietato l’uso di organismi geneticamente modificati, ma – ed ecco la nota dolente - la presenza accidentale di OGM – tanto per intenderci quella da contaminazione ‘da campo a campo’ – non dovrà essere indicata in etichetta se inferiore allo 0,9%. Come a dire che l’OGM uscito dalla porta principale, rientra da quella secondaria. E’ infatti paradossale che la contaminazione accidentale, la più pericolosa in quanto subdola e difficilmente controllabile, venga ‘tollerata’ proprio nei prodotti ‘bio’ che per definizione dovrebbero essere gli unici sicuramente ‘OGM Free’.

Per questo motivo il Codacons e Coldiretti, insieme ad altri, sono impegnati nella Campagna ‘…..’.


 

* ( I regolamenti (CE) NN. 1829 e 1830/2003 fissano due soglie entro le quali non si applicano i vincoli di etichettatura OGM purché "gli operatori dimostrino di avere preso tutte le misure appropriate per evitarne la presenza" :
- " OGM autorizzati: 09%. Tale soglia è applicabile all'insieme di OGM autorizzati presente in ciascun ingrediente
- " OGM non autorizzati, ma oggetto di positiva valutazione da parte delle autorità scientifiche competenti ( EFSA - European Food Safety Authority): 0,5% in via transitoria, sino al 19 aprile 2007.- " Gli OGM non autorizzati né oggetto di positiva valutazione sono inderogabilmente interdetti

 

 

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