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COMUNICATO STAMPA
Cronaca di Torino
14 maggio 2004

 

ELETTROSMOG: IL CODACONS DENUNCIA IL COMUNE DI TORINO

 RITARDO IN ATTI D’UFFICIO E CONCORSO IN INQUINAMENTO DA ELETTROSMOG. DA DUE ANNI LA BOZZA DI REGOLAMENTO E’ FERMA MENTRE I CITTADINI SUBISCONO L’EFFETTO NOCIVO DELLE ONDE ELETTROMAGNETICHE

  

Mentre domani a Torino si tiene un importante convegno in materia di elettrosmog organizzato da Habitat, salute e architettura, il CODACONS passa alle vie legali e presenta oggi una clamorosa denuncia contro il Comune di Torino.

“Da oltre due anni – fa sapere l’avv. Tiziana Sorriento, Presidente Codacons Piemonte – la bozza di regolamento in materia di elettrosmog, finalizzata a disciplinare l’argomento e tutelare i cittadini torinesi,  giace negli uffici del Comune dimenticata in chissà quale cassetto. In un primo tempo – spiega la Sorriento – l’ostacolo fu rappresentato dalla legge Gasparri, legge successivamente annullata dalla Corte Costituzionale. Cosa impedisce adesso l’approvazione di tale regolamento?”.

Ad aggravare la situazione ci sono poi i dati di un’indagine condotta dall’Arpa in alcuni quartieri della città, indagine ancora da concludere, i cui primi risultati appaiono tutt’altro che rassicuranti sul piano dei danni alla salute causati dalle onde elettromagnetiche nelle varie zone.

“L’assenza di un regolamento preciso in materia – afferma ancora Tiziana Sorriento – accresce inevitabilmente i rischi presenti e futuri per i cittadini esposti a campi magnetici, come tra l’altro sostenuto dal Tribunale di Torino in una causa vinta dal Codacons contro l’installazione di un’antenna di telefonia mobile OMNITEL”.

E’ ora che il Comune di Torino intervenga a tutela della salute dei cittadini approvando con urgenza il regolamento sull’elettrosmog.

Per questo il CODACONS ha presentato oggi un esposto contro il Comune di Torino in cui si chiede di accertare se il comportamento dell’amministrazione comunale possa configurare la fattispecie di ritardo in atti d’ufficio e concorso in inquinamento da elettrosmog e, nel caso, prendere i dovuti provvedimenti.