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LA BANCA D’ITALIA ACCOGLIE L’ESPOSTO DEL CODACONS

E RICHIAMA GLI INTERMEDIARI VIGILATI AD UNA CORRETTA APPLICAZIONE DELLE NORME DI LEGGE

 “TUTTI GLI ONERI DEVONO ESSERE CONSIDERATI PER IL CALCOLO DEL TAEG”

 

L’ASSOCIAZIONE DENUNCIA: I CONTRATTI DI

FINANZIAMENTO SONO AUMENTATI DEL 20% NEGLI

ULTIMI ANNI - LE FAMIGLIE HANNO CEDUTO UN QUINTO DELLO STIPENDIO PER AVERE IL DENARO IN PRESTITO: MA POCHI SANNO QUANTO E’ COSTATO REALMENTE QUEL DENARO

L’ASSOFIN CHIEDE CHIARIMENTI AL CODACONS SULL’ ESPOSTO - INTANTO SONO GIA’ PARTITE LE PRIME DIFFIDE A BANCHE ED INTERMEDIARI 

 

 

A seguito di numerose segnalazioni giunte ai propri sportelli il CODACONS ha denunciato alla BANCA D’ITALIA la pratica scorretta di molte società finanziarie che, nelle operazioni di credito al consumo contro cessione del quinto dello stipendio, non includevano fra le spese che concorrono a determinare il TAEG (il tasso annuo effettivo globale di interesse) i cosiddetti oneri assicurativi che tali società impongono obbligatoriamente ai consumatori al fine di garantirsi il rimborso del prestito anche in caso di disoccupazione o inadempimento del consumatore stesso.

Quali le rilevanti conseguenze? Il tasso che queste società indicavano nelle comunicazioni e nelle offerte pubblicitarie rivolte ai consumatori e negli stessi contratti stipulati risultava più basso, anche di molti punti percentuali, rispetto a quello che effettivamente avrebbero pagato i consumatori i quali, ingannati ed invogliati da un tasso decisamente inferiore rispetto a quello offerto da altre operazioni di credito al consumo (quelle che non comportano la cessione del quinto dello stipendio) si rivolgevano con fiducia a tali società convinti di effettuare un’operazione economicamente più conveniente rispetto ad altre. Le società finanziarie interpellate sul punto dal Codacons Piemonte ed invitate ad un corretto operato avevano risposto che quegli oneri assicurativi non dovevano essere calcolati perché imposti non da loro ma da una vecchia norma del 1950 (contenuta nel D.P.R. n° 180).

Dopo l’esposto presentato dal CODACONS  la BANCA D’ITALIA è intervenuta richiamando le banche e le società finanziarie ad una corretta applicazione ed interpretazione delle norme sul credito al consumo che disciplinano il calcolo del TAEG e la sua indicazione nelle offerte pubblicitarie e nei contratti (decreto legislativo 1/9/1993 n° 385, decreti ministeriali e istruzioni impartite dalla Banca d’Italia) chiarendo che anche quegli oneri assicurativi devono essere compresi nel calcolo del TAEG, sempre e comunque, ogni qual volta la banca o la società finanziaria li imponga al consumatore e senza possibilità di derogare sulla base di quelle norme del 1950 invocate dalle banche e dalle società finanziarie.

Il Codacons, a seguito del parere conforme della Banca D’Italia, ha nuovamente diffidato gli intermediari finanziari; se non modificheranno i contratti l’associazione in base alla legge 281/98 chiederà al Giudice di ordinare tali modifiche e il risarcimento dei danni e chiederà nuovamente alla Banca d’Italia di intervenire con sanzioni nei confronti degli operatori inadempienti.

Intanto l’associazione invita tutti coloro che hanno stipulato un contratto di finanziamento con rimborso a mezzo di un quinto dello stipendio a rivolgersi alle sedi del Codacons per ottenere dalla finanziaria la  rinegoziazione del tasso o, nei casi più gravi, lo scioglimento del contratto.