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TELECOM ATTIVA LA SEGRETERIA TELEFONICA AI MEDICI DI BASE DI TORINO A LORO INSAPUTA…E I PAZIENTI CI RIMETTONO LASCIANDO MESSAGGI MAI ASCOLTATI

CLAMOROSO DISSERVIZIO A TORINO: IL CODACONS SI RIVOLGE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA E AL CORECOM

 

Nota la vicenda del servizio di segreteria telefonica attivato da Telecom all’insaputa degli utenti. Ma cosa accade quando il disservizio riguarda la categoria dei medici? Che a rimetterci sono i pazienti! Questo lo strano episodio verificatosi a Torino e reso oggi pubblico dal Codacons.

La FIMMG (Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale) ha segnalato al Codacons di Torino che Telecom Italia S.p.A., senza nessun preavviso, né autorizzazione degli utenti interessati, ha reso ormai da tempo operativo, anche sulle utenze di medici di medicina generale, un servizio di segreteria telefonica,  strutturato in modo tale che l’ascolto dei messaggi incisi dai pazienti sul nastro magnetico è consentito soltanto sollevando la cornetta dell’apparecchio ricevitore fisso, installato presso lo studio medico o l’abitazione.

Il risultato pratico è stato che in molti casi i medici di medicina generale, non essendo stati avvisati dell’attivazione, non hanno avuto accesso immediato ai messaggi lasciati  nella  segreteria telefonica da parte dei propri pazienti, se non dopo aver speso tempo e denaro in telefonate ai servizi 187 e 191 di Telecom, allo scopo di ottenere spiegazioni sul funzionamento della segreteria medesima.

I medici, che non hanno seguito questa lunga e complicata trafila di chiamate ai call-center, pensando ad un errore o temporaneo disguido, hanno irrimediabilmente perduto, ignorandole del tutto, le richieste dei loro pazienti, lasciandole senza risposta. Detto servizio di segreteria telefonica – prosegue il Codacons - come detto “imposto da Telecom”, a differenza di quelli normalmente usati dai medici di medicina generale e non soltanto, spesso impegnati in visite fuori studio, non è accessibile da utenze diverse (fisse o mobili) da quella su cui tale servizio è stato attivato.

Appare evidente che l’impossibilità di reperire il medico da parte dei propri assistiti nelle ore di servizio, può aver ingenerato gravi rischi per la salute dei cittadini ed esporre i medici stessi a contestazioni, anche di natura penale, per il loro mancato tempestivo intervento.

Al danno per la salute pubblica si aggiunge il profitto indebito per Telecom, attraverso una prassi commerciale poco trasparente e più volte sanzionata dall’Autorità garante nelle comunicazioni: l’attivazione di questo servizio (non richiesto) risulta gratuita per i primi quindici giorni, ma, successivamente, diventa a pagamento secondo meccanismo di tariffazione sconosciuta all’utente.

Per questo il Codacons – dichiara il Presidente del Codacons Piemonte Avv. Tiziana Sorriento – ha inviato un esposto alla procura della Repubblica di Torino, affinché accerti i fatti e prenda i dovuti provvedimenti nei confronti di Telecom Italia e della sua arroganza. Non solo. Abbiamo deciso di rivolgerci anche al Corecom del Piemonte – prosegue l’Avv. Sorriento – affinché agli utenti e ai medici incappati nella vicenda venga riconosciuto un equo risarcimento danni”.