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Codacons-Chicco La vittoria di una madre contro il gigante

 


Quattro anni di perizie, controperizie, richieste di archiviazione e opposizioni tenaci. Quattro anni di estenuante battaglia legale per arrivare, alla fine, al verdetto sperato. Una donna contro un gigante: Tiziana Sorriento, presidente regionale del Codacons, ce l'ha fatta: Artsana, la multinazionale proprietaria del marchio Chicco, è stata rinviata a giudizio dalla procura di Como con l'accusa di aver messo in commercio uno scalda-biberon per auto risultato pericoloso. Una vittoria del Coordinamento delle associazioni dei consumatori, ma anche una vittoria personale della presidente Sorriento, protagonista dell'incidente che nel 2005 l'ha spinta a portare in tribunale l'Artsana. Lo scaldabiberon Chicco per la figlia di due mesi che una mattina di luglio l'avvocato Sorriento collegò alla presa dell'auto fuse letteralmente il biberon in policarbonato, anch'esso della Chicco. Partì la denuncia. Scattarono le indagini. Il procuratore Raffaele Guariniello affidò all'ingegner Riccardo Tommasini, del Politecnico, la perizia d'ufficio. Nessun dubbio: l'analisi dell'esperto confermò la potenziale pericolosità del prodotto, «ma - ricorda l'avvocato Sorriento - la procura di Como, a cui fu passata l'inchiesta per competenza territoriale con la sede legale dell'Artsana, chiese inizialmente l'archiviazione». La battaglia era soltanto all'inizio. Il Codacons si oppose all'archiviazione, il gip chiese una nuova perizia all'ingegner Tommasini del Politecnico, e la nuova perizia riconfermò la pericolosità del prodotto. «Mi sarebbe bastata una campagna di richiamo di quello scaldabiberon difettoso - dice la presidente del Codacons -, ma quella campagna non partì mai». Così decise di andare avanti. La prima udienza del processo che vede imputato il direttore della Qualità dell'Artsana è fissata per il 18 febbraio del prossimo anno. Alla luce di questa esperienza - per fortuna senza conseguenze nè per la madre nè per la figlia - il Codacons ha chiesto al ministero per lo Sviluppo economico di valutare l'opportunità di campagne a tutela dei consumatori.