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Contro i soprusi di Telecom & C.
ecco finalmente la conciliazione al Co.ReCom

 

Nel giugno 2002 l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con la delibera n°182 ha adottato il regolamento concernente la risoluzione delle controversie tra organismi di telecomunicazioni e utenti.
Il regolamento prevede che gli utenti che intendano invece agire in giudizio per la violazione di un proprio diritto, sono obbligati a promuovere preventivamente un tentativo di conciliazione dinanzi al Co.Re.Com (Comitato regionale per i Servizi radiotelevisivi) della propria regione che abbia già firmato la convenzione bilaterale con l'Autorità per l'esercizio delle funzioni delegate. Da settembre 2004, tra i Co.Re.Com abilitati a esperire questo tipo di procedura conciliativa, c’è anche il Co.Re.Com Piemonte.

La procedura è molto semplice e assai rapida. Infatti, dal deposito dell’istanza al Co.Re.Com, questi è tenuto entro 7 giorni a fissare  un’udienza, dandone comunicazione sia all’utente che all’Operatore delle telecomunicazioni, alla quale entrambi i contendenti sono chiamati a partecipare per tentare di comporre la controversia. La procedura nel complesso deve concludersi entro 30 giorni dalla proposizione dell’istanza.

Nell'istanza, che può essere inoltrata al Co.Re.Com. tramite la compilazione di apposito formulario (UG) devono essere indicati a pena di inammissibilità:

  • Nome dell'utente

  • Cognome dell'utente

  • Residenza o domicilio dell'utente

  • Numero dell'utenza telefonica

  • Denominazione e sede dell'organismo di telecomunicazioni

  • Indicazione sintetica dei fatti all'origine della controversia

  • Comunicazione di eventuali precedenti tentativi di composizione della controversia.

Dal momento della proposizione del tentativo obbligatorio di conciliazione i termini per agire in giudizio sono sospesi, e riprendono a decorrere dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento.

Durante l'espletamento della procedura di conciliazione, l'operatore telefonico può sospendere soltanto il servizio interessato dall'eventuale mancato pagamento da parte dell'utente, e, comunque, la sospensione relativa al servizio universale di telecomunicazioni non può essere adottata se non per gravi motivi, quali i casi di frode o d'insolvenza abituale.

L'utente, contestualmente alla proposizione dell'istanza per l'esperimento del tentativo di conciliazione, può chiedere al Dipartimento Garanzie e Contenzioso, tramite la compilazione dell’apposito formulario (GU5) , l'adozione di provvedimenti temporanei diretti a garantire l'erogazione del servizio oggetto della controversia, o a far cessare forme di abuso o di scorretto funzionamento da parte dell'organismo di telecomunicazioni sino al termine della procedura conciliativa. Pere esempio, potrà essere richiesta l’attivazione della line sospesa fino a definizione della conciliazione.

Se la conciliazione ha esito positivo è redatto un verbale di conciliazione costituente titolo esecutivo, in cui si prende atto dell'accordo.

Se, viceversa, in udienza non si raggiunge l'accordo su tutti o su parte dei punti controversi, qualora per il medesimo oggetto e tra le stesse parti non sia stata già adita l'Autorità Giudiziaria, le parti congiuntamente, o anche il solo utente, possono chiedere all'Autorità di definire la controversia ai sensi dell'art. 18 comma 1, del D.P.R. n. 318/1997.

Il Codacons ha già assistito con buoni risultati diversi consumatori e ottenuto il risarcimento del danno quando l’operatore ha ammesso le sue responsabilità. Coloro che fossero intenzionati a procedere personalmente potranno farlo scaricando i moduli sopra indicati fra parentesi. Se, invece, ci si volesse affidare ai legali del Codacons per  valutare la possibilità e la convenienza di intraprendere tale procedura, si potrà contattare la ns. sede e fissare un appuntamento per associarsi ed avere la consulenza del legale.

La procedura potrà essere intrapresa se si hanno problemi con Operatori delle Telecomunicazioni come Telecom, Tim, Vodafone, Wind, Tele2, Fastweb ma anche Sky ecc.

 


(UG)

(GU5)

D.P.R. n. 318/1997