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CONCORSO A PREMI CON RACCOLTA PUNTI:…….E SE IL REGALO NON ARRIVA?

 

Siamo costantemente “bombardati” dai concorsi a premi con raccolta punti e dal conseguente irrefrenabile desiderio di ricevere – dopo tanta fatica e tanti bollini!!! – il meritato regalo……ma non sempre l’agognato dono arriva nelle case del meticoloso consumatore.

Come è successo ad una gentile signora novarese, che – dopo aver inviato, a mezzo posta ordinaria, i punti previsti dal concorso a premi indetto da una nota azienda di assorbenti igienici – non si è vista recapitare il regalo.

La signora ha lamentato l’accaduto alla società gestrice del concorso per il tramite di numerose e-mail sino a quando le è stato risposto che il servizio clienti non aveva ricevuto alcuna raccolta punti a suo nome.

…..la domanda sorge spontanea: che cosa fare?

Nell’esaminare la vicenda della nostra consumatrice, che si è rivolta a CODACONS tramite posta elettronica per avere una consulenza legale, va premesso innanzitutto che è stata un’ingenuità da parte della signora non inviare i punti tramite raccomandata, semplice oppure con ricevuta di ritorno, bensì con la sola posta ordinaria.

Infatti – in quest’ultimo caso – a fronte dell’eccezione da parte della società gestrice del concorso di non aver mai ricevuto le sue missive perché smarrite, la signora non ha avuto modo di provare l’invio delle cartelle e non ha neppure potuto di verificare - tramite gli sportelli postali o tramite Internet sull’apposito sito delle Poste Italiane – il “tragitto” della sua lettera.

Comunque – per entrare nel merito del problema – il diritto del consumatore a ricevere il premio promesso è da ricercarsi nel disposto dell’art. 1989 c.c., il quale stabilisce che “Colui che rivolgendosi al pubblico, promette una situazione a favore di chi si trovi in una determinata situazione o compia una determinata azione è vincolato alla promessa non appena questa è resa pubblica.

Infatti nella promessa al pubblico, l’obbligazione sorge non già da un contratto ma direttamente ed esclusivamente dalla dichiarazione del promittente (la società gestrice del concorso), il quale con la sua promessa assume un impegno verso una persona indeterminata.

Ne consegue che la promessa fatta dalla società che indice il concorso di elargire il premio, la obbliga per il solo fatto che il consumatore sia in possesso dei bollini necessari.

Ovvio che la dimostrazione della raccolta dei bollini sarebbe sicuramente più facile – se non addirittura presumibile - una volta raggiunta la prova dell’invio dei punti, nel caso della signora novarese molto difficile.

In proposito vale anche ricordare che il DPR 26/10/2001 n. 430, concernente la revisione organica della disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio, all’art. 1 non solo stabilisce la durata massima dei concorsi e delle operazioni a premio (rispettivamente un anno e cinque anni), ma prevede espressamente che i premi messi in palio siano consegnati agli aventi diritto entro il termine di sei mesi dalla conclusione della manifestazione o dalla data di richiesta dei premi stessi. Se il regolamento della manifestazione prevede termini di consegna inferiori a sei mesi, in caso di ritardo è data comunicazione agli interessati, mediante lettera raccomandata, dei motivi ostativi al sollecito adempimento dell’obbligazione. E nel successivo articolo 3 vengono definite quali operazioni a premio […] le manifestazioni pubblicitarie che prevedono le offerte di un regalo a tutti coloro che acquistano o vendono un determinato prodotto o servizio, ipotesi in cui rientra perfettamente la fattispecie che ci occupa.

Ciò premesso, il primo suggerimento è quello di spedire sempre i punti raccolti a mezzo raccomandata (anche semplice e non con ricevuta di ritorno dato che molto spesso la busta con i punti va inviata ad una casella postale).

Tuttavia, nell’ipotesi in cui – una volta inviati i punti con la predetta modalità il regalo non arrivi – occorre

-         o rivolgersi al Giudice di Pace, essendo la controversia sicuramente di valore inferiore ad € 516,00 e potendo chiunque stare in giudizio personalmente, senza costi e senza l’ausilio di legali. Resta comunque il problema della prova dell’invio dei bollini, anche se – per cause di tale valore – il Giudice di Pace può decidere secondo equità.

-         o, nei casi più gravi, qualora il consumatore tema che non si tratti di un possibile smarrimento dei punti inviati, ma di una possibile truffa o tentativo di truffa ai suoi danni, potrebbe fare un esposto all’Autorità competente: prima di procedere ad una denuncia in sede penale si dovrebbe comunque utilizzare ogni cautela data la gravità del reato in questione.

 

 

D.P.R. 26 ottobre 2001, n.430