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Novità sul crack Finmek

 

Doppia novità per i risparmiatori coinvolti nel crack della Finmek S.p.A., società che si trova ora in regime di amministrazione straordinaria ai sensi della c.d. Legge Marzano per le grandi imprese in crisi. Con comunicazione urgente del 16.02.2005 rivolta a tutti coloro i quali acquistarono le obbligazioni Finmek International S.A.(scadute il 3.12.2004 e non rimborsate), il Giudice Delegato del Tribunale di Padova ed il Commissario Giudiziale hanno fissato per il giorno 28 febbraio 2005 il termine ultimo per la presentazione in cancelleria delle domande di insinuazione al passivo della Finmek S.p.A.. Inoltre, nello stesso comunicato si apprende che il Commissario straordinario ha presentato una proposta di concordato che di fatto sospende tutte le verifiche dei crediti della società, fino alla pubblicazione della proposta stessa, con rinvio a data da destinarsi dell’udienza originariamente fissata per il 30.03.2005. Il Codacons invita tutti gli obbligazionisti che non l’abbiano ancora fatto a presentare domanda, peraltro auspicando che il Commissario Straordinario intervenga e dichiari ammessi in massa tutti i possessori di bond Finmek, così come già è avvenuto nell’amministrazione straordinaria di Cirio e Parmalat.

 

Per saperne di più sul crack Finmek e sulla procedura di amministrazione straordinaria, potete leggere l’articolo già pubblicato sulle pagine di questo sito intitolato “Il Crack Finmek” all’interno del quale troverete indicazioni utili per la compilazione e la presentazione della domanda di insinuazione al passivo e due moduli (a seconda che l’obbligazione sia depositata su conto amministrato intestato a una solo o a più persone) che a tal fine potrete scaricare e riempire. Sempre in questo articolo c’è il richiamo all’elenco dei creditori ammessi aggiornato al 31/01/2005. Coloro che hanno già presentato domanda potranno verificare se la loro domanda è inserita nell’elenco ufficiale. In attesa di conoscere i contenuti della proposta di concordato, Vi invitiamo a prendere contatto con la nostra associazione per valutare le possibili iniziative da intraprendere verso gli istituti di credito che con troppa leggerezza hanno – ancora una volta- scaricato sulla propria clientela gli effetti dannosi di un fallimento annunciato 

 


 

DOPO CIRIO E PARMALAT: IL CRAK FINMEK

UN ALTRO DURO COLPO PER LE TASCHE DEI RISPARMIATORI

I CONSIGLI DEL CODACONS PER GLI OBBLIGAZIONISTI:

 

Come forse molti sanno, Finmek Access S.p.A., a partire dal 5 maggio 2004, Finmek S.p.A. a partire dal 6 maggio 2004 e altre Società del Gruppo indicate nell’apposito elenco, sono state sottoposte ad amministrazione straordinaria ai sensi e per gli effetti del Decreto Legge 23 dicembre 2003, n.347, convertito con modificazioni nella Legge 18 febbraio 2004, n.39 (c.d. legge Marzano).

Il 3 dicembre 2004 scadeva il termine entro il quale la Finmek International S.A., società del Gruppo Finmek avente sede in Lussemburgo), avrebbe dovuto rimborsare il capitale e le i relativi interessi del prestito obbligazionario di importo complessivo pari a Euro 150.000.000,00 emesso in data 3.12.2001. Invece, come purtroppo era ampiamente prevedibile, già il 1 dicembre 2004 il Commissario Straordinario della Finmek S.p.A. in amministrazione straordinaria finanziaria ha comunicato che la società emittente non sarebbe stata in grado di onorare l’impegno in scadenza. Nel medesimo comunicato stampa indirizzato agli obbligazionisti, il Commissario affermava che quanto prima sarebbe stato resa nota l’eventuale sottoposizione ad amministrazione straordinaria anche della Finmek International SA.

 

La procedura fallimentare.

Ad oggi, però, il Tribunale fallimentare di Padova non ha dichiarato l’insolvenza della predetta società lussemburghese e, dunque, la sottoposizione alla procedura straordinaria resta dubbia, anche perché a giorni dovrebbe essere formalizzato una proposta di ristrutturazione del debito del Gruppo, che verrebbe esteso anche ai possessori dei bond Finmek International SA il cui rimborso è garantito dalla capogruppo Finmek S.p.A. già in amministrazione straordinaria. Proprio in relazione a quest’ultima circostanza, il Codacons consiglia agli obbligazionisti interessati, che ancora non l’avessero fatto, di insinuarsi al passivo delle Finmek S.p.A. (cioè chiedere formalmente di essere inseriti nell’elenco dei creditori del Gruppo) presentando apposita istanza da indirizzare, tramite  raccomandata con ricevuta di ritorno, alla sezione fallimentare del Tribunale di Padova (Via Nicolo' Tommaseo, 55 - 35121 PADOVA), facendo bene attenzione ad indicare correttamente il tipo di obbligazione (Finmek International SA), il codice ISIN (XS0138653372), l’importo, la data di acquisto, l’istituto o la Sim presso la cui agenzia è stato effettuato l’acquisto e l’indicazione che la domanda è rivolta alla Finmek S.p.A. in Amministrazione Straordinaria in quanto garante del prestito obbligazionario. Se i titoli sono depositati su un conto contestato a più persone, l’istanza dovrà essere presentata a nome di tutti i contestatari e quindi sottoscritta da tutti costoro.

Occorre, altresì, allegare alla domanda copia del fissato bollato o della nota di esecuzione con la quale la banca o la sim vi informava dell’avvenuto acquisto, estratto conto dossier titoli sui quali sono attualmente depositate le obbligazioni, nonché dichiarazione sottoscritta dalla banca o dalla sim con la quale si attesta che i bond in questione sono attualmente detenuti da chi fa istanza e che sui predetti viene imposto un vincolo che ne impedisce la circolazione sui mercati fino alla pronuncia del Tribunale in merito alla richiesta di ammissione allo stato passivo (c.d. dichiarazione di blocco titoli). Se si ha a disposizione un recapito in Padova, è consigliabile indicarlo  dichiarando di ivi eleggere domicilio per la procedura. In tal modo, ogni comunicazione relativa all’ammissione al passivo verrà comunicata a quell’indirizzo tramite notificazione. Diversamente, la comunicazione verrò fatta tramite semplice deposito in cancelleria del Tribunale fallimentare di Padova e sarà necessario recarsi di persona (o affidare a qualcun altro l’incarico con procura speciale con firma autenticata da notaio) per verificare l’avvenuta ammissione. Per agevolare la presentazione delle predette domande, è possibile utilizzare i modulo fac-simile (uno per l’istanza del singolo, uno per l’istanza multipla nel caso di cointetstari) allegati qui di seguito (ins_pass_multipla <--> Mond_ins_pass ). Si tenga, inoltre, presente che nei precedenti illustri (Cirio e Parmalat), i Commissari straordinari si sono avvalsi della facoltà concessa dall’art. 4 bis della già citata legge Marzano per consentire d’ufficio l’ammissione di massa di tutti gli obbligazionisti indipendentemente dalla presentazione della domanda di insinuazione. Non è al momento dato di sapere se questa soluzione verrà seguita anche dal Commissario Straordinario nominato dal Tribunale di Padova. In ogni caso, consigliamo di attivarsi autonomamente. Come già detto, è probabile che venga formulato un piano di ristrutturazione che contenga una proposta di concordato rivolta specificamente agli obbligazionisti, insinuati o meno, rendendo di fatto inutile l’insinuazione al passivo. Tuttavia, in questi casi è sempre preferibile adottare la massima cautela possibile e perciò riteniamo sia meglio presentare ugualmente l’istanza, perché solo gli iscritti al passivo della società avranno diritto all’eventuale riparto delle somme disponibili nel caso in cui, per un qualsiasi motivo, la proposta di ristrutturazione non dovesse concretizzarsi.

Per presentare istanza c’è tempo fino alla prossima udienza, fissata per la verifica delle domande al 7.02.2005 ore 10,00. E’ molto probabile che occorreranno altre udienze ancora per smaltire l'elevato numero di istanze pervenute al Tribunale di Padova e, quindi, fintanto che la verifica non sarà terminata le istanze che nel frattempo arriveranno saranno considerate tempestive. Ma questo non lo sapremo fino a quella data.

 

Le banche e le sim

Dalla lettura delle circular offering  relative all’emissione dei bond in questione, emerge che la vendita di questi titoli era riservata agli investitori istituzionali. Perciò, il loro acquisto su sollecitazione degli istituti di credito o delle sim – ipotesi che dalle varie segnalazioni giunte alla ns. associazione pare essere tutt’altro che fantasiosa – non può considerarsi legittimo ai sensi delle norme che disciplinano il settore degli investimenti finanziari. Potrebbero in particolare essersi verificati casi di violazione del divieto di concludere operazioni di investimento in conflitto di interessi o di inadempimento all’obbligo imposto ad ogni intermediario di operare con diligenza, trasparenza e correttezza, nello specifico fornendo tutte le informazioni possibili sulle caratteristiche essenziali del prodotto finanziario, sul grado di rischiosità del medesimo e sull’adeguatezza dell’operazione rispetto alla propensione al rischio di ciascun singolo investitore-risparmiatore.

Il Codacons Piemonte sta valutando, caso per caso, la sussistenza di queste o di altre situazioni di illegittimità, onde aiutare i risparmiatori coinvolti a formulare una richiesta di risarcimento dei danni.

 

La Procura della Repubblica

In base agli elementi di cui si dispone, non è possibile dire con certezza se nella vicenda del crak della Finmek, come in altri casi è successo, possano individuarsi gli estremi di qualche reato (aggiotaggio, bancarotta, truffa ecc.), né se vi siano in corso indagini da parte della competente Procura della Repubblica. Come è stato già fatto per gli affaires Cirio e Parmalat, tuttavia, potrebbe essere utile dare impulso e sostenere l’attività della magistratura inquirente. Per far ciò è possibile presentare un denuncia (alla Procura della Repubblica di Padova e a quella del luogo di acquisto dei bond) in cui dettagliatamente raccontare i fatti relativi all’acquisto del bond Finmek International SA, chiedendo di procedere nei confronti dei responsabili di eventuali reati e di essere comunque avvisati in caso il magistrato incaricato opti per l’archiviazione dell’indagine (dalla notifica dell’avviso decorre infatti il termine di 10 giorni per opporsi eventualmente all’archiviazione). Anche in questo caso, il Codacons Piemonte metterà a disposizione dei propri associati, un modello   fac-simile per la presentazione della denuncia.