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IL PRANZO E’ SERVITO!

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO NEL CATERING AERONAUTICO.

 

 

IL FATTO

Luglio 2004. Un passeggero del volo Malè-Milano, di ritorno da una romantica luna di miele trascorsa in un’incantevole isola maldiviana, sta consumando il pranzo servitogli sull’aeroplano quando scopre la presenza di due ‘clandestini’ a bordo: due mosche all’interno della porzione di crespelle al prosciutto. Superato un comprensibile momento di smarrimento per la raccapricciante scoperta, il passeggero presenta formale reclamo al Responsabile dei servizi di bordo della Compagnia aerea. Al rientro dalla sua vacanza, si rivolge allo sportello del Codacons, ponendo ai legali questi interrogativi: chi risponde nei confronti del passeggero per i danni che derivino dalla consumazione dei pasti a bordo?  come fare per ottenere il conseguente risarcimento? 

 

COSA DICE LA LEGGE

Secondo quanto dispone l’art.1681 del codice civile, in materia di  trasporto di persone, il vettore risponde dei sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il viaggio, se non prova di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno, salva comunque la responsabilità per l’inadempimento nell’esecuzione del contratto. Lo stesso principio vale, in particolare, per il trasporto aereo in relazione al quale l’art.942 del codice della navigazione stabilisce che il vettore è responsabile se non prova di aver preso le misure necessarie al fine di evitare il danno.

Il consumatore che non sia soddisfatto del cibo servito a bordo di un aeromobile può, dunque, invocare in primo luogo la responsabilità contrattuale del vettore e chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali subiti in conseguenza dell’inadempimento. Infatti, il catering aeronautico rientra tra le prestazioni accessorie a quella principale di trasporto della persona da un luogo ad un altro. Qualora, invece, il passeggero si lamenti non soltanto per la scarsa qualità dei pasti consumati a bordo, ma anche per eventuali danni alla propria persona cagionati dagli alimenti serviti, potrà far valere la responsabilità extracontrattuale del vettore, al quale viceversa spetta l’onere di dimostrare che il sinistro si è verificato nonostante l’adozione di tutte le misure, igieniche e di buona conservazione del cibo, idonee a evitare eventi dannosi ai passeggeri.

Molto spesso le compagnie aeree si affidano a società di catering aeronautico, le quali si occupano di svolgere tutte le attività connesse al vettovagliamento aereo, dall’acquisto delle materie prime alla preparazione del prodotto finale. Il contratto, riconducibile ad una figura mista di somministrazione e appalto di servizi, prevede di norma l’esonero del caterer al momento della consegna del materiale e delle vivande per il loro imbarco nell’aeromobile, lasciando alla compagnia aerea le fasi successive di distribuzione al passeggero-utente finale. In tal caso, il vettore risponde ugualmente dei danni causati, se non prova che il fatto lamentato dal passeggero sia effettivamente avvenuto nella fase antecedente a quella in cui il caterer ha consegnato il materiale.

Regole particolari valgono per il trasporto aereo internazionale. In tale ipotesi  va applicata la Convenzione di Montreal 28 maggio 1998 (cui è stata data attuazione, per quanto concerne i vettori dell’UE, con Regolamento Ce n.889/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, in vigore dal 28 giugno 2004), la quale prevede la responsabilità del vettore per i danni cagionati al passeggero (Art.17), stabilendo che il vettore possa esonerarsi da ogni responsabilità solo ed esclusivamente per i danni che eccedano la  misura dei 100.000 DSP (Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario Internazionale, le cui quotazioni in valuta nazionale sono riportate sui principali giornali economici). Tuttavia, anche per i sinistri accaduti durante voli internazionali, il vettore risponde se non dimostra l’adozione di tutte le misure idonee, anche da parte dei suoi  servants ed agents (dipendenti e preposti). Perciò, il passeggero avrà diritto al risarcimento anche se l’evento dannoso sia casualmente riconducibile all’attività di un caterer.

Peraltro, è possibile individuare una responsabilità autonoma ed extracontrattuale del caterer che prepara e confeziona integralmente i prodotti consegnati alla compagnia aerea, invocando la normativa in materia di prodotti difettosi (DPR. 224/1988). Il vantaggio per il passeggero è dato dal fatto che il regime di imputazione del danno al caterer è oggettivo, cosicché il danneggiato non ha l’onere di provare la colpa dell’impresa di catering.

Infine, nel caso cui il viaggio aereo, come per lo sfortunato passeggero che si è rivolto al Codacons, faccia parte di un pacchetto turistico ‘tutto compreso’, è possibile ipotizzare una responsabilità autonoma del tour operator ai sensi dell’ art.15 D.lgs. 111/1995, in base al quale il danno derivante alla persona dall’inadempimento o dall’inesatta esecuzione delle prestazioni, che formano oggetto del pacchetto turistico, è risarcibile nei limiti delle convenzioni internazionali (per il viaggio aereo internazionale, anche in questo caso, quella di Montreal del 1998).

 

CHE FARE ?

Alla luce dei principi sopra indicati in tema di responsabilità, la prima cosa da fare è inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla Compagnia Aerea e/o al Tour Operator, chiedendo loro il risarcimento, in via autonoma o solidale dei danni subiti, riservandosi la loro quantificazione.

Va tenuto presente che il reclamo al tour operator deve essere inviato, a pena di decadenza, non oltre i 10 giorni lavorativi successivi alla data di ritorno dal viaggio, mentre quello al vettore- anche nel caso di trasporto internazionale - non è soggetto a termine di decadenza.

Se la richiesta non viene accolta, in tutto o in parte, sarà necessario agire in giudizio contro i responsabili.

Se non vi è stato danno alla persona, il termine per agire nei confronti del vettore è di 12 mesi dall’arrivo a destinazione (18 mesi se il volo inizia o termina fuori dall’Europa).

Se vi è stato danno alla persona del passeggero, l’azione extracontrattuale va iniziata entro gli stessi termini che, però decorrono dal momento in cui si è verificato il sinistro. Se il trasporto è internazionale, il diritto al risarcimento per danni si estingue nel termine di due anni decorrenti dal giorno di arrivo a destinazione o dal giorno previsto per l'arrivo a destinazione dell'aeromobile o dal giorno in cui il trasporto è stato interrotto. Nei confronti del Tour operator si devono osservare gli stessi termini.

Qualora infine si intenda chiamare in giudizio il caterer per i danni causati dal prodotto alimentare ‘difettoso’ (DPR 274/1988), il termine di prescrizione è di tre anni dal giorno in cui il danneggiato ha avuto o avrebbe dovuto avere conoscenza del danno.

 

EPILOGO. 

Il passeggero, seguendo i consigli della nostra associazione, ha presentato formale reclamo alla compagnia aerea. Grazie all’intervento dei legali del Codacons, la compagnia ha formulato un offerta di indennizzo per 1400 euro, cioè pari all’intero ammontare del costo del biglietto aereo, andata e ritorno, per due persone. La controversia si è ora conclusa con soddisfazione del consumatore che ha accettato l’offerta del vettore, il quale ha provveduto ad accreditare direttamente sul conto del consumatore la somma concordata per il risarcimento dei danni.

 

 

Avv. Corrado Pinna