Sede Regionale: Torino - C.so G. Matteotti, 57 - 10121 Tel. / Fax 011/5069219 e-mail: codaconsto@infinito.it

Chi siamo

Le nostre sedi

Come associarsi

Rassegna stampa

Comunicati stampa

Documenti utili

I nostri servizi

Consigli utili

Contattaci

Link utili

TELECOM HA PERSO IL MONOPOLIO MA NON IL VIZIO!

ADDEBITI PER SERVIZI NON RICHIESTI ED ILLEGITTIME SOSPENSIONI DELLA LINEA TELEFONICA LE VESSAZIONI PIU’ DIFFUSE TRA GLI UTENTI

 

Nonostante in materia di servizio di telefonia fissa, sia calato ormai da tempo il sipario sul monopolio Telecom (che, peraltro, perdura di fatto in molte zone d’Italia non ancora raggiunte da altri operatori), molte delle vecchie e cattive abitudini della Telecom sono rimaste tali e quali, non intaccate per nulla dal gioco della concorrenza e dalla sbandierata promessa di sempre maggiore attenzione al cliente ed ai suoi diritti.

Così capita ancora troppo spesso (questo dicono le segnalazioni e denunce arrivate agli sportelli Codacons sempre più numerose negli ultimi mesi) che l’utente di un servizio essenziale come quello telefonico (sovente l’unico mezzo per molte persone anziane di comunicare con l’esterno e indispensabile supporto nell’esercizio di molte attività di lavoro) si veda, da un giorno all’altro, privato da Telecom della linea telefonica improvvisamente e, incredibilmente, senza alcun tipo di preavviso.

Ma cosa potrà mai avere fatto il consumatore per meritarsi una pena così grave inflittagli unilateralmente, senza giudizio e senza  possibilità alcuna di appello? In alcuni casi assolutamente nulla. E’ bastato a far scattare la sanzione, infatti, che a causa di uno sfortunato disguido, la banca presso cui è stata “domiciliata” l’utenza o l’ufficio postale dove la bolletta è stata pagata non avessero provveduto a trasferire le somme o che, addirittura la stessa Telecom non avesse registrato l’avvenuto pagamento.

In altri casi (la stragrande maggioranza), la colpa del consumatore è stata quella di essersi “permesso” di contestare la bolletta ricevuta non riconoscendo la legittimità e correttezza di taluni addebiti e di attendere, pazientemente ma invano, una risposta da parte di Telecom. Il consumatore, va sottolineato, ciò ha fatto nel rispetto incondizionato delle regole unilateralmente adottate da Telecom e contenute nelle condizioni generali di abbonamento e nella carta dei servizi (entrambe riportate nell’avanti-elenco delle pagine bianche). Le ricordiamo in breve in modo che chiunque intenda contestare una bolletta lo possa fare correttamente impedendo così a Telecom di giustificare eventuali sanzioni-ritorsioni.

Dispongono le condizioni generali di abbonamento: art. 17

-         I reclami relativi ad importi addebitati in bolletta dovranno essere inoltrati alla sede di Telecom Italia competente per territorio indicata in bolletta entro i termini di scadenza della bolletta in contestazione ….

-         In caso di reclamo il cliente sarà comunque tenuto al pagamento entro la data di scadenza della fattura di tutti gli importi addebitati nella fattura stessa e non oggetto del reclamo.

-         L’esito del reclamo è comunicato al cliente per iscritto entro trenta giorni solari dal momento in cui il reclamo è pervenuto.

-         Nel caso in cui il cliente non paghi entro la scadenza  gli addebiti oggetto di reclamo, Telecom sospende fino alla comunicazione al cliente dell’esito del reclamo le penali e la sospensione dei servizi per ritardato pagamento.

Art. 19:

- Qualora il cliente abbia pagato entro le rispettive scadenze le ultime sei fatture e ritardi nel pagamento di una successiva fattura, Telecom può sospenderlo dal servizio in uscita solo dopo un avviso scritto ….. persistendo il ritardo i servizi saranno sospesi trascorsi 15 giorni dall’invio dell’avviso.

Orbene, dicevamo, nonostante il consumatore sia stato assolutamente incolpevole per il mancato pagamento della bolletta o, nel contestarla,  abbia agito nel pieno rispetto delle regole attendendo poi diligentemente la risposta di Telecom, viene, ciò nonostante, colpito con la sospensione della linea. Questa “grande” azienda che in passato ma ancora oggi, non ha esitato a proporre (e spesso imporre senza consenso alcuno) nuovi servizi ai propri clienti tempestandoli di telefonate dei propri addetti marketing, in questi casi non solo non risponde ad un reclamo come è suo obbligo fare ma neppure riesce a compiere un piccolo sforzo accertando, anche telefonando al proprio cliente, quali siano state le ragioni del mancato pagamento della (o di una parte della) bolletta, prima di adottare un provvedimento così vessatorio come la sospensione della linea.

In tutti questi casi (e, ribadiamo, sono molti) in cui il provvedimento di sospensione della linea telefonica appare palesemente ingiustificato ed illegittimo per violazione delle medesime regole che Telecom si è impegnata ad osservare, il consumatore-utente ha diritto ad un indennizzo pari al 50% del canone mensile di abbonamento corrisposto dal cliente per ogni giorno solare di sospensione indebita (art. 27 delle condizioni generali di abbonamento).

E qui occorrerebbe aprire un altro capitolo dolente perché l’indennizzo non viene quasi mai riconosciuto da Telecom né spontaneamente nè a seguito di specifica richiesta del cliente o del Codacons.

Una salutare “pioggia” di iniziative giudiziarie davanti al Giudice di Pace potrebbe lavare l’onta subita quotidianamente dai consumatori e indurre Telecom a guardare ai propri clienti con maggiore attenzione e rispetto. 

 

Avv. Paolo Serra  Avvocato  CODACONS Piemonte