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AGGIORNAMENTI PROCESSO PARMALAT MILANO

AL VIA IL SECONDO TRONCONE, MENTRE NEL PRIMO PROCESSO BONDI CONFERMA: <<LE BANCHE SAPEVANO>>

MILANO 28/2-01/03/2006.

Si chiude un inizio di settimana ricco di novità –finalmente- positive per i risparmiatori coinvolti nel disastro finanziario del Gruppo Parmalat. Infatti, oggi (NdR mercoledì 1 marzo 2006) si è aperta la prima udienza preliminare del processo penale che vede sul banco degli imputati, per vari episodi di aggiotaggio in strumenti finanziari, una ventina di funzionari di importanti banche estere (UBS, CITIBANK, MORGAN STANLEY, DEUTSCHE BANK) e di una Società di Gestione del Risparmio (NEXTRA SGR S.p.A.), quest’ultima appartenente al Gruppo Banca Intesa Bci. Avanti il GUP CesareTacconi (stesso Giudice che lo scorso giugno aveva rinviato a giudizio Calisto Tanzi e altri managers, revisori e sindaci del Gruppo di Collecchio) si sono costituiti parte civile numerosi risparmiatori (compresi tutti coloro che si sono rivolti alle sedi del Codacons e, in particolare, a quella del Piemonte). Il Giudice ha rinviato il procedimento al 24 marzo 2006, udienza nella quale si comincerà a discutere sulle eccezioni preliminari che le difese degli imputati hanno preannunciato di volere sollevare. Successivamente, sciolti questi nodi, compresa l’ammissione delle parti civili, l’udienza preliminare entrerà nel vivo con la decisione del GUP sul rinvio a giudizio di tutti gli imputati.

Ieri, intanto, buone nuove sono giunte anche dall’altro processo penale che è stato avviato a Milano in seguito al crack Parmalat (il c.d. Primo troncone), giunto alla fase dell’istruttoria dibattimentale (le prove testimoniali), che vede costituite decine di migliaia di risparmiatori (anche in questo novero, sono compresi tutti coloro che a suo tempo si rivolsero alle sedi del Codacons nazionale e regionale). Infatti, l’ex Commissario Straordinario della Parmalat, Dott. Enrico Bondi, è stato sentito come persona informata dei fatti oggetto di causa e, nel corso della sua audizione, ha confermato quanto peraltro da lui stesso indicato in precedenti interventi e relazioni ovvero che le Banche (e, quindi, anche quelle che hanno inopinatamente ‘piazzato’ i bond spazzatura) sapevano dello stato di insolvenza della Parmalat molto tempo prima dell’effettivo default, avvenuto alla fine del 2003. Viene in tal modo avvalorata la tesi che da sempre la nostra Associazione va sostenendo, ossia che gli stessi Istituti di credito, che hanno massicciamente venduto ai propri clienti i titoli Parmalat, sicuramente erano a conoscenza di questa crisi finanziaria nel momento in cui ‘solecitavano’ l’acquisto allo sportello di questi bonds.

Questa conferma rappresenta un ulteriore tassello utile per ricostruire il quadro generale della responsabilità delle Banche nella vicenda Parmalat, situazione generale che, trasposta nel caso  singolo, consente in molti casi di avviare con probabilità di successo le cause risarcitorie contro i vari istituti di credito coinvolti.

Per informazioni su tutte le iniziative e i procedimenti in corso, con riferimento non solo al caso Parmalat, ma anche a quelli Cirio, Argentina, Giacomelli e Finmek, vi invitiamo come sempre a contattare gli Uffici del Codacons Piemonte allo 011/5069219. I consulenti dell’Associazione sono a disposizione degli associati per delucidazioni e valutazioni sul caso singolo.

Commenta sul nostro forum: Forum Codacons Piemonte - Bond Parmalat