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PARMALAT: ATTO SECONDO

 

Il prossimo 1° marzo 2006, il Tribunale di Milano darà avvio al nuovo processo penale contro coloro che, a vario titolo, hanno contribuito a determinare il crack del gruppo Parmalat e così a mandare in fumo milioni di euro di tanti, tantissimi risparmiatori.

Questa volta imputati al processo sono funzionari di banche (per lo più straniere) che con false comunicazioni al mercato hanno nascosto il grave dissesto finanziario dell’azienda Parmalat alla data delle emissioni dei bonds finiti nelle tasche dei risparmiatori.

Ancora una volta il Codacons, si è organizzato per dare la possibilità ai risparmiatori che lo riterranno opportuno di partecipare come parti civili al processo.

Presso il CODACONS Piemonte i legali dell’associazione provvederanno a raccogliere le deleghe entro il lunedì 26 p.v per partecipare all’udienza preliminare che il 1 .3.2006  il GUP Dr. Tacconi terrà a Milano.

Gli interessati possono telefonare al 0115069219 o nelle altre sedi territoriali dell’associazione e ricevere altre informazioni per  conoscere le modalità di adesione all’iniziativa.

Nel frattempo, il primo processo, iniziato nell’ottobre del 2004 entra finalmente nel vivo: alla prossima udienza del 28 febbraio  saranno sentiti il Presidente della CONSOB Cardia e l’amministratore straordinario Bondi.

 

Commenta sul nostro forum: Forum Codacons Piemonte - Bond Parmalat

 


NOVITA’ PER GLI OBBLIGAZIONISTI PARMALAT

 

Ammissione al passivo d’ufficio

Il commissario straordinario Enrico Bondi ha presentato la lista di tutte le richieste di insinuazione al passivo delle società del gruppo Parmalat, di cui è stata dichiarata l’insolvenza, evidenziando quali pretese intende accogliere e quali no.tra le oltre 56 mila istanze presentate.

Per quanto riguarda gli obbligazionisti, il commissario in una nota del 17 agosto 2004 [1], rinvenibile sia sul sito del Tribunale di Parma, sia su quello della Parmalat (www.parmalat.net) in Amministrazione straordinaria, ha operato una netta distinzione tra posizioni creditorie relative ad operazioni di private placement e crediti relativi alle varie emissioni obbligazionarie non riservate ad investitori istituzionali. Per queste ultime gli organi dell’amministrazione straordinaria  in parziale deroga alla disciplina generale dello stato passivo – “ha disposto l’inserimento negli elenchi sopramenzionati dell’intero importo di ogni singola emissione, a prescindere dall’avvenuta presentazione delle domande ai sensi dell’art. 92 legge fallimentare da parte dei singoli bondholder”.

C’è stata dunque un ammissione d’ufficio di gran parte delle obbligazioni possedute dal pubblico degli investitori, i quali vedono loro credito (corrispondente al valore nominale dei titoli al momento dell’acquisto, detratte le somme eventualmente incassate per stacco di cedole) iscritto al passivo anche qualora non abbiano presentato alcuna specifica domanda al Tribunale fallimentare di Parma.

Tuttavia, non si può a priori escludere che a qualcuno fra i risparmiatori siano state vendute obbligazioni del Gruppo Parmalat nell’ambito di operazioni di private placement, che dovrebbero essere per definizione riservate a singoli investitori istituzionali, alle quali il commissario non ha ritenuto di estendere la disciplina eccezionale dell’ammissione d’ufficio. Queste sono state inserite nella lista creditori solo in presenza di un’apposita istanza si ammissione al passivo. Nella medesima nota si invitano i titolari delle posizioni creditorie derivanti da operazioni di private placement a provvedere a presentare domanda entro il 18 settembre 2004.

 

Come scoprire se si fa parte della Lista creditori Parmalat

 

Per scoprire se le proprie obbligazioni abbiano beneficiato dell’ammissione in blocco, è possibile consultare la lista dei creditori pubblicata sul sito del Tribunale  seguendo queste brevi indicazioni:

 

1.      Telefonare al call center (attivo da lunedì a sabato dalle 9:00 alle 23:00) ai numeri 800 919 092 (accessibile solo da rete fissa italiana) e 0237021921 (accessibile anche dai cellulari e dall’estero), chiedendo all’operatore la password necessaria per accedere alla lista dei creditori.

2.      Collegarsi al sito (http://web.ltt.it/tribunale/home.html) e clickare sull’icona in arancione con la scritta in blu ‘ FORMTEXT      ’ che si trova in basso a sinistra e poi, nella pagina successiva , su ‘Lista creditori’.

3.      Aperta la schermata ‘Lista creditori’, inserire la password digitare su ‘Entra’.

4.      Inserire nel campo ‘Nome’ della schermata ‘Ricerca avanzata’ il Codice ISIN corrispondente alle obbligazioni possedute. Dopo aver clickato su ‘cerca’ apparirà un elenco degli elementi trovati.

5.      In particolare, oltre  al numero progressivo d’iscrizione, al codice ISIN (prima riga) e alla denominazione completa dell’obbligazione (quarta riga), bisogna guardare quanto riportato dopo la dicitura ‘chirografo’: se compariranno delle cifre, che corrispondono al valore totale ammesso espresso in Euro, vorrà dire che si è ammessi al passivo della società emittente (N.B. le virgole che spesso si trovano, in realtà sono da considerare tutte -  tranne l’ultima - come i punti che separano centinaia, migliaia e centinaia di migliaia).

6.      Poiché alcune obbligazioni (ad le PARMALAT FINANCE CORPORATION B.V.) sono state garantite all’emissione dalla Parmalat S.p.A., è possibile che siano due gli elementi di ricerca trovati, il secondo dei quali è riferito proprio alla lista creditori della Società garante: se dopo la dicitura ‘in via subordinata’ sarà indicata una cifra (da intendersi anch’essa come il valore del capitale complessivo ammesso nel passivo ed espresso in  Euro) vorrà dire che si è iscritti anche nella lista dei creditori della Parmalat S.p.A.

 

 

Obbligazioni sbloccate

 

Il Gruppo Parmalat, intanto, comunica che le obbligazioni bloccate a seguito dell’insinuazione al passivo sono sbloccate. La notifica di sblocco riguarda tutte le obbligazioni e tutte le procedure di blocco originariamente annunciate il 20 marzo e il 14 giugno 2004.

“Gli intermediari finanziari, le banche e i sistemi di clearing che hanno sino ad ora mantenuto le procedure di blocco devono, da questo momento, ritenerle cessate. Le obbligazioni – prosegue la nota sono pertanto liberamente trasferibili da parte dei loro possessori”.

 

Il concordato.

 

Come è noto, il commissario Bondi ha presentato un piano di ristrutturazione, che ha già ottenuto l’ok del Ministro Marzano e del Tribunale, il quale si avvale dell’opzione prevista dall’art. 4-bis del DL 347/2003 (come mod. dal successivo DL 3 maggio 2004 n.119), che consiste nel soddisfare i creditori attraverso un concordato. Il concordato è libero nel contenuto, visto che la norma consente la ristrutturazione del debito e la soddisfazione dei creditori “attraverso qualsiasi forma tecnica o giuridica ( art. 4bis comma 1 lett. c).

In particolare, la scelta del commissario è stata quella di creare una nuova società (denominata provvisoriamente Assuntore S.p.A.), la quale accollerà il passivo e l’attivo (comprese le azioni revocatorie già avviate) di tutte le società insolventi del Gruppo. I vecchi crediti chirografari (quindi anche le obbligazioni ammesse al passivo) saranno trasformate in azioni e warrant della Nuova Parmalat. La conversione avverrebbe in base a tassi percentuali (c.d. Recovery ratio) [2], che indicano i sostanza quante azioni e warrant dovrebbero essere assegnate anche agli obbligazionisti, esprimendo il rapporto matematico fra massa attiva e passiva. I tassi di conversione sono diversi per ognuna delle sedici società in Amministrazione straordinaria. Facciamo alcuni esempi:

Parmalat Finanziaria S.p.A. ha una recovery ratio dell’11,3% per cui chi possiede le sue obbligazioni riceverà 113 azioni e 113 warrant in cambio di mille dei vecchi bonds. Le obbligazioni di Parmalat Finance Corporation B.V., invece, (garantita da Parmalat S.p.A.) darebbe invece diritto a un numero di azioni e warrant dato dalla somma tra i recovery ratio dell’emittente (4,6%) e del garante (7,3%); quindi chi ne possiede riceverebbe 119 azioni e 119 warrant ogni per ogni mille euro di bond.

 

Il voto

 

Su questa proposta di concordato i creditori anche obbligazionisti saranno chiamati ad esprimersi. Affinché il concordato venga approvato serve il voto favorevole della maggioranza dei crediti (tenendo presente però che l’astensione è considerata come voto favorevole). Se il concordato verrà approvato, agli obbligazionisti saranno distribuite le azioni e i warrant spettanti. Tuttavia, per fare ciò, chi è stato ammesso in forma anonima (come tutti gli obbligazionisti che sono stati iscritti d’ufficio) dovrà palesarsi. Se il concordato non venisse approvato gli scenari potrebbero essere due: o il fallimento del Gruppo o un piano alternativo (con il consenso del Ministro delle Attività Produttive) con cessione dei rami ‘buoni’ dell’azienda.

Il voto dovrà avvenire entro la data stabilita dal Tribunale di Parma, non oltre 60 giorni dal provvedimento con cui sarà definitivamente formata la lista creditori (ciò dovrebbe accadere entro il 18 novembre 2004).