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PROCESSO PARMALAT A MILANO.

DA OGGI SI COMINCIA A FARE SUL SERIO……

(E FORSE TANZI LO HA CAPITO!!!).

 

Milano 28/09/2005.

Nella affollatissima Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano, alla presenza del Collegio giudicante della prima sezione del Tribunale penale, presieduto dalla Dott.ssa Luisa Ponti, si è celebrata la prima udienza dibattimentale del processo Parmalat.

Come è noto, l’udienza preliminare di questo procedimento si era conclusa a fine giugno con il rinvio a giudizio di 16 dei 29 originari imputati (11 di costoro hanno, infatti, patteggiato e sono usciti dal giudizio, mentre altri 2 saranno giudicati col rito immediato), oltre che di due società di revisione e di Bank of America, in qualità di responsabili amministrativi e civili.

Tra gli imputati, solo il cavalier Calisto Tanzi si è presentato in Aula, accompagnato dai Carabinieri che lo hanno ‘protetto’ dall’assalto di giornalisti, fotografi e tele-operatori. Dopo essersi trattenuto per poco più di un’ora e senza fare nessuna delle tanto pubblicizzate dichiarazioni spontanee, l’ex patron della Parmalat ha poi abbandonato l’aula prima della fine dell’udienza.

Nella stessa udienza si sono costituite altre parti civili (si stima oltre 30.000), tra cui alcuni risparmiatori che si sono rivolti nei giorni scorsi al CODACONS e che si vanno ad aggiungere quegli altri che, grazie all’intervento dei legali dell’associazione erano già stati ammessi come parti civili dal GUP dott. Cesare Tacconi. Terminate le formalità legate alla costituzione delle parti, il processo è stato rinviato per la presentazione e la discussione di tutte le eccezioni, riguardanti l’ammissione proprio delle parti civili oggi costituitesi, eventualmente sollevate dalle difese degli imputati. Il Collegio giudicante si riserverà di decidere su queste e altre eccezioni preliminari all’udienza del 19 dicembre 2005, data in cui si saprà se i risparmiatori che si sono costituiti oggi saranno ammessi.

Solo allora, con la formale apertura del dibattimento, si avrà l’avvio del processo vero e proprio. Circola voce che la difesa del Cavalier Tanzi voglia citare come testi a discolpa tutte i risparmiatori che si sono costituiti parti civili per far emergere i veri responsabili del crac che a suo dire sarebbero in  primis le banche che hanno ‘rifilato’ i titoli spazzatura.

A breve, inoltre, dovrebbe prendere avvio, sempre a Milano, il secondo troncone del processo Parmalat, che vedrà come imputati alcuni funzionari di importanti banche (Deutsche Bank, Citigroup per citarne solo alcuni) e SIM ( es. Nextra del Gruppo Banca Intesa), le quali saranno chiamate altresì a rispondere in qualità di responsabili amministrativi per i reati commessi dai loro sottoposti. Stando a notizie riportate su alcuni quotidiani, infine, la Procura di Milano potrebbe avviare in futuro anche un terzo troncone che coinvolgerebbe nell’accusa di aggiotaggio e ostacolo all’esercizio dell’attività di vigilanza anche alcune banche collocatrici dei titoli del Gruppo di Collecchio.

Al momento opportuno il CODACONS avviserà tutti i risparmiatori su tempi e modalità per la costituzione di parte civile anche in questi processo. Potranno costituirsi non solo coloro che ancora lo hanno fatto, ma anche quanti già siano parti civili nel primo troncone del processo (quello per cui vi era udienza stamattina).

 

FALLIMENTO PARMALAT.

Nel mentre, dal fronte della procedura fallimentare, si è saputo che il piano del Commissario Bondi è stato approvato (anche se per la verità solo poche centinaia di risparmiatori hanno votato espressamente, essendosi per gli altri applicato –come noto- il silenzio-assenso). Si attende a breve che il Tribunale formalizzi tale approvazione, dopo di che verrà dato inizio alla procedura che porterà alla costituzione nella Nuova Parmalat Spa e alla conversione delle vecchie obbligazioni in azioni della nuova società (per un valore nominale corrispondente su per giù al 10% dell’originario investimento), preludio alla successiva quotazione in borsa della stessa compagine. Ricordiamo che chi non avesse ancora comunicato alla propria banca l’intenzione di convertire le obbligazioni possedute con le nuove azioni, potrà farlo anche dopo l’avvenuta quotazione della nuova Parmalat, essendo stato previsto un termine di decadenza di cinque anni che comincerà a decorrere dall’approvazione ufficiale del piano di risanamento da parte del Tribunale fallimentare.

 

CAUSE CIVILI CONTRO BANCHE

Intanto, cominciano a vedersi le prime sentenze con cui vari tribunali civili condannano le banche a risarcire i risparmiatori dei danni causati per aver loro ‘rifilato’ le obbligazioni di un Gruppo in grave crisi finanziaria, senza le opportune e doverose segnalazioni circa il rischio di mancata restituzione del capitale investito. Come già per Cirio e Argentina, infatti, anche in questo caso i giudici hanno censurato la violazione degli obblighi informativi (sia attivi che passivi ) imposti alle banche dalla legge. Il CODACONS, esprimendo soddisfazione per queste interessanti pronunce, ricorda ai risparmiatori che i legali dell’associazione sono a disposizione degli associati per valutare, caso per caso e documenti alla mano, ogni singola posizione al fine di fornire responsi sulla possibilità di avviare eventuali azioni in giudizio contro le banche.